Glossario








Veduta della Basilica

10. La chiesa è a croce latina, a tre navate e orientata. Scandita nella navata centrale da sette campate rettangolari, delimitate dai robusti pilastri cruciformi, si articola negli elementi secondo le esigenze delle masse. Nelle crociere, le vele, ben delineate dai costoloni, convergono sulla chiave di volta, il punto di riferimento delle forze di costruzione. Lo slancio verticale è frenato e misurato dal cornicione, che snodandosi lungo il perimetro della navata, divide l'alzato in due parti uguali secondo lo schema degli spazi ad quadratum proprio della pianta bernardina.


11-12. Le pareti della navata sono interrotte da monofore archiacute con caratteristici gradini nella parte bassa dello sguancio, e da nicchie disposte simmetricamente sul cornicione. L'elemento caratteristico della costruzione risulta il pilastro cruciforme che scandisce gli spazi e concentra le forze. Esso è costituito dal basamento poligonale, da quattro semicolonne con rispettivi capitelli - che sorreggono i sottarchi centrali, della navata minore e quelli laterali - e da otto spigoli che sostengono gli archi e i costoloni delle navate maggiori e minori e gli archi delle aperture laterali.


13-14. Il transetto, a tre navate, formato dai due bracci della croce latina, ha le stesse caratteristiche della navata centrale, con la campata d'incontro di proporzione doppia e con la crociera più complessa ed articolata, attorno ad una chiave di volta circolare aperta nel centro. Dal transetto, terminante alle testate con pareti piane e adorne di due monofore e di un rosone, si irradiano sei cappelle rettangolari geometricamente definite, con pareti piane spezzate da monofore.


15-16-17-18. Gli altari minori si trovano nelle due cappelle che fiancheggiano l'abside. Sono stati ricomposti con lastre di pietra a rilievi floreali di discussa provenienza e di diversa datazione. Altri sette, nelle navate laterali della chiesa, furono ristrutturati per interessamento del Cardinale commendatario Annibale Albani. Nel 1950 furono rimossi gli stucchi. Gli attuali altari minori sono stati consacrati dall'abate Nivardo Buttarazzi l'8 dicembre 1951.


19-20. L'abside è illuminata da un rosone a sei lobi e da cinque monofore - che come tutte le finestre della chiesa furono protette con lastre di onice proveniente dal monte Circeo nel 1950 - poste nella parete di fondo e da altre quattro laterali poste a diversa altezza, creando un ambiente di mistico raccoglimento.


La chiesa rimasta sostanzialmente intatta nella sua struttura originaria, ha subito solo una modifica nella disposizione dell'altare maggiore e, di conseguenza, anche del coro.


21. L'altare maggiore, dono del papa Clemente XI (1711), sormontato dal baldacchino in marmo policromo e lanterna, è situato nella campata d'incontro, mentre l'antico era posto nell'abside.


22. Il coro, previsto nelle chiese cistercensi davanti all'altare maggiore, occupa attualmente la parte absidale della chiesa. Opera in noce realizzata dalla famiglia artigiana De Donatis di Sora (1954) è caratterizzata da fitti intagli e da colonnine e capitelli che richiamano quelli del chiostro. Fu installato il 24 dicembre 1954.
Al centro del coro è sistemata la consolle dell'organo della famiglia Mascioni di Cuvio (Varese), le cui canne, con felice intuizione, sono state sistemate all'esterno della chiesa in una camera originaria ricavata, nel 1940, all'angolo sinistro formato dall'abside e dal transetto. Il suono, attraverso due monofore, si diffonde in modo uniforme grazie alla perfetta acustica della chiesa.


La Basilica

Nella navata destra, appoggiata alla parete laterale, si nota la tomba dei martiri
Oltre all'originale pavimento, la basilica ha avuto anche una pavimentazione in maioliche risalente al secolo XV, e un'altra in cotto, con le tipiche api dello stemma del Cardinale Francesco Barberini impresse su ogni mattone, del 1633, riutilizzate poi nel 1952 per il pavimento dell'antico armarium. Nel 1951 fu posta l'attuale pavimentazione in quarzite della Val d'Aosta, sotto la quale sono state deposte delle monete della Città del Vaticano e della Repubblica Italiana.


Esterno









L'Abbazia di Casamari